La Storia

Il comune è situato nell’alta VALLE SCRIVIA, a nord di Genova, ed è interamente compreso nel Parco Naturale Regionale dell’Antola. Il suo territorio è attraversato dal torrente SCRIVIA ed è uno dei 45 comuni della Liguria che fanno parte del bacino idrografico del fiume Po e quindi di un territorio tributario del Mare Adriatico.

Il toponimo di Busalla è ancora oggi incerto. Una fonte rivela che il nome derivi dai BUSI avvallamenti e fosse nel letto del torrente Scrivia; altre fonti dicono che derivi dall’unione di due parole, una latina e l’altra germanica, ipotesi quasi scartata dagli storici. A livello popolare è diffusa la credenza che il nome derivi da “brucialla”, che ricorderebbe le antiche vicissitudini del borgo, più volte saccheggiato e bruciato dagli eserciti invasori.

Il primo documento in cui compare il nome di Busalla è un atto notarile del 1192, ma  le prime testimonianze storiche sono legate alla famiglia degli  Spinola del ramo di Luccoli, che nel XIII sec. vi costruirono un castello. La sua estensione, dalla forma stretta ed allungata, andava dal bacino dello Scrivia fino al Castello della Pietra  e svolgeva una funzione strategica di controllo delle vie di comunicazione che allora esistevano. Nel 1242  il feudo fu assediato dalle truppe guelfe genovesi che conquistarono l’intero comprensorio e le lotte tra guelfi e ghibellini trasformarono il territorio compreso tra Ronco Scrivia e Busalla in un vero e proprio campo di battaglia. Nel XVI secolo il castello venne duramente devastato e le sue fondamenta furono utilizzate  per la costruzione del neo palazzo marchionale. Nello stesso periodo iniziò l’urbanizzazione del territorio lungo la riva sinistra dello Scrivia e Busalla, dopo essere stata per circa trecento anni la roccaforte degli Spinola, assunse un carattere più marcatamente commerciale, sviluppando la sua vocazione viaria. 

Il feudo contava circa mille abitanti di cui almeno la metà concentrata in Busalla e l’altra a Sarissola attorno alla parrocchia di San Giorgio. La mancanza di un ponte fra le due rive rendeva difficile raggiungere la chiesa parrocchiale, per cui si sentì la necessità di creare un’altra parrocchia a Busalla e il 6 maggio del 1600 ebbero inizio i lavori per la costruzione della nuova chiesa, posta su una collinetta al centro del paese.

Nel 1728 il feudo di Busalla fu venduto dagli Spinola alla Repubblica di Genova  di cui seguì le sorti durante la guerra di successione austriaca (quella  della  rivolta di Balilla ), subendo devastazioni e saccheggi.

Nel 1797 l’occupazione francese segnò la fine del regime feudale e portò alla  nascita della Repubblica Ligure, poi inglobata nel regno di Francia con Napoleone.

Nel 1815 la Liguria fu  assegnata dal Congresso di Vienna al regno di Sardegna e  il territorio di Busalla, comprendente anche Semino e Sarissola, fu assegnato all’intendenza di Genova.

Nel 1818 fu avviata la costruzione della nuova strada Genova- Torino, inaugurata nel 1821dal re Vittorio Emanuele I

L’arrivo della ferrovia nella prima metà del XIX secolo segnò lo sviluppo economico e sociale del territorio comunale, trasformando il piccolo abitato in una città residenziale della borghesia genovese completa di caffè e ritrovi eleganti di lusso. Sempre in quegli anni si organizzarono gare ciclistiche lungo la rampa per il passo dei Giovi grazie alla collaborazione di molti ciclisti dell’epoca.

La prima guerra mondiale portò miseria nella cittadina e decretò definitivamente la fine della cosiddetta “Busalla ottocentesca”, ma nel dopoguerra, il paese adornato con eleganti ville signorili, si risollevò e negli anni quaranta nel territorio del capoluogo facevano bella vista le ville dei ricchi genovesi che venivano a villeggiare a Busalla nel periodo estivo.

La vocazione commerciale e industriale del territorio si è sviluppata nel secondo dopoguerra con la creazione di una zona industriale lungo il torrente Seminella, la costruzione della Raffineria IPLOM a Sarissola e lo sviluppo di molti negozi lungo la via principale.

Oggi la cittadina risente della crisi globale che ha portato alla chiusura o al ridimensionamento di molte fabbriche e molti esercizi, rimane comunque un nodo importante per le vie di comunicazione fra la Liguria e le regioni del nord Italia ed è il centro principale della Valle Scrivia dal punto di vista economico, commerciale e culturale.

     Descrizione araldica dello stemma e del gonfalone          

«Scudetto bicolore celeste e verde con entrostante torre civica con leone rampante e campanile. Soprastante lo scudetto una corona con gemme preziose ed ai lati due rami: di ulivo a sinistra e quercia a destra uniti in basso da un cordone annodato di colore rosso.»

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Giorgio nel capoluogo. Posta sulla collinetta al centro del paese, dove sorgeva il castello. La prima pietra della chiesa fu posta il 28 maggio del 1600 da Guidone Blexio, vicario del vescovo di Tortona. Nel 1828 fu ampliata di due navate laterali e con altri lavori terminati nel 1914 ricevette una nuova facciata in stile neo rinascimentale. All’interno conserva dipinti di scuola genovese del Seicento e del Settecento.

Oratorio di San Bernardo, adiacente alla chiesa parrocchiale, sorto sul luogo della medievale cappella della Maddalena menzionata a partire dal 1387.

Cappella di San Rocco. Edificata lungo via Vittorio Veneto nel rione di Casarile (in genovese Casen), nei pressi della stazione ferroviaria di Busalla. La prima costruzione è risalente al 1726, la vecchia cappella fu però demolita e quindi riedificata nel 1863. All’interno sono conservati dipinti del pittore Francesco Romanello.

Santuario di Nostra Signora della Bastia nella località di Bastia, risalente al XVIII secolo.

Cappella di San Lorenzo nella frazione di Camarza. La cappella viene menzionata per la prima volta nel XVII secolo, quando nel 1655 fu visitata dal vescovo. Nel borgo fu in seguito costituita la Compagnia di San Lorenzo assumendo maggiore importanza tra la popolazione locale.

Chiesa parrocchiale di San Giorgio nella frazione di Sarissola. Risalente forse al IX e X secolo su fondazione da parte dei monaci di San Colombano di Bobbio come dipendenza dall’abbazia di Precipiano, viene ricordata in una bolla papale del 1196 di papa Celestino III..

Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di Semino.

Ex Monastero di Nostra Signora della Guardia presso la sommità del passo dei Giovi sul versante nord del colle dove oggi scorre l’attuale strada statale 35 dei Giovi.

Cappella della Madonna del Buon Consiglio. Raggiungibile attraverso una mulattiera dall’ospedale di Busalla o dalla strada del cimitero. L’edificio fu costruito nel 1900 per volere dell’arciprete don Santo Agostino Lavagetto della parrocchia di San Quirico.

Cappelle di Nostra Signora della Guardia. La cappella più antica fu edificata sul colle della Refalda nel 1807 da Giovanni Costa su un suo terreno e quindi ampliata nel 1835, come ringraziamento per la liberazione del colera, ed aperta al culto religioso nel 1839. Nel 1936 a cura dell’Educandato S. Cuore, istituito con testamento da don Santo Agostino Lavagetto, discendente di Giuseppe Costa, fu costruita una cappella più ampia e vicina all’abitato

Architetture Civili

Villa Borzino, del 1919, progettata dall’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni per conto dell’onorevole Emilio Borzino. .

Ville Bruzzo. Commissionate dalla famiglia Bruzzo, le ville risalgono al 1906. Una villa è completamente ristrutturata, una è completamente in disuso mentre un’altra è in fase di ristrutturazione.

Villa Bozano. Nota villa localizzata a Sarissola, e appartenente ancora oggi alla famiglia Bozano.

Villa Maria. L’edificio fu costruito per conto di armatori di Genova come residenza estiva nel 1880. La struttura e lo stile della villa, soprattutto nelle decorazioni della facciata e nella geometria del giardino, ricalca le nobili ville genovesi del XVI secolo. La villa è di proprietà privata.

Villa Paradiso. Sita nella zona detta la “Ghiacciaia”, dalla presenza delle grotte da cui si ricavavano i blocchi di ghiaccio, la villa fu costruita su commessa di un armatore genovese tra il 1919 e il 1920 su progetto di Gino Coppedè. Sede di un noto locale notturno, il Kursaal Ghiacciaia, divenne nel 1922 una sorta di piccolo casinò della valle. La villa è di proprietà privata.

Villa Sanguineti. Edificata dalla famiglia Sanguineti, commercianti locali di legname, è risalente all’ultimo decennio del XIX secolo. La villa ha la particolarità di essere completamente affrescata con motivi floreali.

Villa Sturlese del 1915.

Villa Ida ( in stile Liberty) costruita molto probabilmente nel 1904 presenta particolari decorazioni floreali tipicamente liberty su facciate esterne.

Villa Cristina e Paola. Edificata negli anni trenta su disegno di Gino Coppedè per committenza di un gerarca fascista.

Villa Rina dei primi anni del XX secolo.

Villa Mantegazza nella località di Cascine.

Villa Schiaffino del 1870.