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La città e la sua storia

Fin dalle origini, Busalla è stata il centro geografico ed economico dell'Alta Valle Scrivia, importante nodo stradale per le comunicazioni tra la pianura e il mare.

Non si hanno notizie certe circa le sue origini, tuttavia si può ipotizzare l'esistenza in valle di un insediamento già in epoca preromana o romana, ma  finora non sono stati trovati resti archeologici a suffragio di tale ipotesi.

Il primo documento in cui si citano Busalla e Sarissola ( frazione del Comune sulla riva destra dello Scrivia) è un atto di vendita notarile, datato 15 Aprile 1192, uno dei più antichi testi redatti su  carta esistenti al mondo, conservato nell'Archivio di Stato di Genova.     

Nella prima metà del XIII sec. il territorio del feudo di Busalla, di proprietà della famiglia Spinola di via Luccoli (Genova), si estendeva, in forma stretta ed allungata , dal bacino dello Scrivia a quello del Vobbia, rivestendo già un importante ruolo strategico per il controllo delle vie di comunicazione del tempo. Il borgo, circondato da mura con due porte, un castello ed una chiesa pievana nella vicina Sarissola, fu più volte assediato e devastato dai nemici degli Spinola e,all'inizio del XIV sec., il territorio fra Busalla e Ronco Scrivia fu teatro di uno scontro durissimo fra gli Spinola e i Doria.

Il fatto, conosciuto come “la battaglia di Busalla”, causò oltre 2000 morti e la completa distruzione del borgo (1315), che da allora legò la sua sorte alla Repubblica di Genova e alle sue lotte continue contro i Francesi  e il Ducato di Milano dei Visconti prima e degli Sforza poi, con conseguenze disastose per tutto il territorio. In questa altalena di vicende politico- militari e di lotte fra i Genovesi, l'Impero, i feudatari e le varie potenze che scendevano verso Genova, Busalla fu un comodo e sfortunato crocevia di interessi. 

Nel 1418, dopo l'ennesima distruzione, il castello non fu più ricostruito e i suoi resti furono utilizzati per le fondamenta del palazzo marchionale, simbolo delle mutate condizioni politiche ed economiche. Da allora,infatti, il borgo assunse una più spiccata vocazione commerciale, grazie al potenziamento del valico dei Giovi, che  offriva una valida alternativa alla direttrice della Bocchetta per le comunicazioni fra Genova e l'entroterra.

La prima immagine di Busalla è una cartografia della fine del Cinquecento, conservata all'Archivio storico di Genova, in cui  sull'altura, dove oggi sorge la chiesa, si vede un gruppo di case che si diramamano  lungo il rio Migliarese, mentre verso il Passo dei Giovi è documentata l'esistenza di un Monastero( distrutto nel XVII sec.) e di un luogo per le escuzioni capitali.

 

Chiesa di San Giorgio - Busalla

Nella metà del XVI sec. il feudo di Busalla contava circa mille abitanti, di cui almeno la metà risiedeva in Sarissola, dove già dal 1196 esisteva la parrocchia di San Giorgio, che serviva tutto il territorio. La mancanza di ponti fra le due rive dello Scrivia rendeva, però, difficile raggiungere la chiesa, per cui si rese necessario erigere un'altra parrocchia in Busalla, intitolata anch'essa a San Giorgio, che verrà inaugurata il 17 Settembre 1605.

Durante il XVI sec. ci fu una relativa tranquillità, segnata comunque dai frequenti passaggi dell'imperatore Carlo V, che aveva scelto a sua dimora estiva il vicino castello di Borgo Fornari.

Ai primi del Seicento, la peste, la famosa peste di cui parla il Manzoni, risparmiò gli abitanti di Busalla, che, in segno di ringraziamento, fecero voto di santificare in perpetuo le feste della decollazione di San Giovanni (29 Agosto), di San Francesco (4 Ottobre)  e di San Carlo (4 Novembre).

Nel 1728 il feudo fu venduto da Carlo Napoleone Spinola alla Repubblica di Genova e  nel frattempo si intensificarono le dispute fra i valligiani e i Polceveraschi  per la giurisdizione del territorio sulla sommità dei Giovi. Nel 1745, durante la guerra contro gli Austriaci, che erano scesi in Val Polcevera e avevano occupato Genova (rivolta di Balilla 5 Dicembre 1745), Busalla fu saccheggiata due volte, una dalle truppe imperiali ( perchè appartenente alla Repubblica) e la seconda dai Polceveraschi (perchè feudo imperiale). 

Nel 1797 Napoleone decretò la fine dei Feudi Imperiali e l'anno dopo nacque la nuova Repubblica Ligure, destinata a sparire pochi anni dopo sotto il dominio napoleonico.

Nel 1815, il Congresso di Vienna stabilì l'annessione della Liguria al regno di Sardegna, il territorio fu diviso in province e  Busalla fu assegnata all'intendenza di Genova.  

Il 5 Agosto 1817 fu dato il via alla costruzione della nuova strada Genova -Torino, ultimata nel 1821 ed inaugurata il 18 agosto dello stesso anno alla presenza del re Vittorio Emanuele I e della consorte. La nuova strada favorì il sorgere delle prime case lungo l'attuale via Vittorio Veneto; fino ad allora infatti il borgo si era sviluppato attorno alla chiesa e lungo il rio Migliarese, in direzione dei Giovi.

Allo sviluppo economico e sosciale del territorio contribuì anche l'apertura del tratto ferroviario Arquata – Busalla, inaugurato il 10 Febbraio 1853, e quello Busalla – Genova, il 18 Dicembre. Nello stesso anno fu iniziata la costruzione dell'acquedotto, intitolato al Cav. Antonio Nicolay, che doveva portare le acque a Genova, sfruttando le sorgenti dello Scrivia.

Il secolo XIX segnò dunque per Busalla il definitivo passaggio da piccolo borgo medievale a centro commerciale dell'Alta Valle Scrivia.

All'inizio del nuovo secolo risale la costruzione delle numerose ville, che molte famiglie della borghesia genovese si fecero edificare in valle per la villeggiatura, tanto da fare di Busalla  “ la piccola Svizzera della Liguria”. La più importante tra quelle sorte  nella cittadina, è sicuramente Villa Borzino (oggi parco pubblico), voluta dal Cav Emilio Borzino, Senatore del Regno, per poter ospitare i reali di Savoia durante la loro visita a Genova nel 1905.

Negli anni Trenta l'ambiente cittadino fu rivoluzionato dall'arrivo di lavoratori e miliani, romagnoli, veneti e bergamaschi impegnati nella costruzione della ”Camionale”  (attuale A7), che trasferitisi con le loro famiglie contribuirono allo sviluppo economico e sociale del paese.

Dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale,  la vocazione   commerciale e piccolo industriale di Busalla si è accentuata con l' apertura di numerosi negozi e la creazione di una zona industriale lungo il Seminella e a Sarissola.