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Bertha Von Suttner

 Bertha Wilhelmine Lisel von Suttner-Kinsky von Wchinitz und Tettau (Praga, 9 giugno 1843 – Vienna, 21 giugno 1914) è stata una scrittrice austriaca, insignita nel 1905 del premio Nobel per la pace.

 
La sua opera principale, che le garantì fama mondiale, è Die Waffen nieder (Giù le armi), pubblicata nel 1889. Per l'impegno profuso a favore delle tematiche pacifiste radicali, è considerata un simbolo del desiderio di pace dell'Austria, ed il suo paese l'ha eletta per rappresentare l'Austria sulla maggiore (2 €) delle nuove monete dell'euro.
 
Il padre, che apparteneva ad una delle famiglie più antiche ed altolocate della Boemia, morì poco dopo la sua nascita, lasciando sua madre, anch'ella già molto anziana. Da lei  Bertha prese l'amore per la poesia. Cresciuta in un ambiente aristocratico, a ridosso della corte imperiale,  imparò diverse lingue. Dopo aver cercato, senza successo, di intraprendere la carriera di cantante lirica (cosa di cui in seguito si vergognò in maniera esagerata), fu costretta a cercarsi una occupazione, quando l'eredità paterna con cui si manteneva si esaurì. Fu così che Bertha trovò un posto di governante e dama di compagnia, le uniche due occupazioni concesse ad una giovane donna di nobili origini, nella casa del Barone Carl von Suttner. Fu lì che conobbe l'ingegnere e novellista Arthur von Suttner, figlio del barone, con il quale allacciò una relazione segreta, che, scoperta, costrinse Bertha ad abbandonare casa Suttner. Per un breve periodo si trasferì a Parigi dietro invito dello scienziato Alfred Nobel in qualità di segretaria personale, quindi fece ritorno in patria per sposare segretamente il suo amato Arthur, contro la volontà della famiglia di lui. I due si trasferirono nella regione del Caucaso, dove Bertha aveva diversi amici che l'aiutarono a trovare lavori occasionali, soprattutto nel campo dell'insegnamento privato e della collaborazione con diverse pubblicazioni della regione.
Nel 1885, Bertha e suo marito fecero ritorno in patria, dove si riconciliarono con la famiglia von Suttner che li ospitò nella loro dimora estiva di Harmannsdorf nella Bassa Austria. La convivenza con un ambiente conservatore e di campagna era troppo soffocante per i due, soprattutto a causa del loro acceso anti-clericalismo. Per alleviare la pesantezza di questa condizione, Bertha ricominciò a scrivere novelle brevi, iniziando ad interessarsi alle problematiche pacifiste. Fu così che venne a conoscenza della International Arbitration and Peace Association, fondata a Londra nel 1880 dal pacifista inglese Hodgson Pratt, il cui scopo era la promozione degli arbitrati e dei trattati di pace contro il metodo della guerra nelle relazioni tra gli stati.
Nel 1887 Bertha entrò in contatto con questa organizzazione pacifista, e pubblicò nel 1889 il suo capolavoro che venne pubblicato sia a Vienna che a Berlino. L'opera venne tradotta in più di 20 lingue e fu uno dei libri più letti e venduti del XIX secolo. Dopo i suoi successi come scrittrice, Bertha von Suttner, ormai quarantaseienne, divenne una figura centrale nell'attivismo pacifista internazionale. Nel 1891 fondò la Società Pacifista Austriaca di cui rimase presidente fino alla sua morte nel 1914. Sempre nel 1891 suo marito, Arthur, fondò la Associazione per il rifiuto dell'antisemitismo, con l'aiuto di importanti figure politiche austriache.
Nel 1892 collaborò con il pacifista tedesco Alfred Fried per la fondazione della "Società pacifista germanica", per la quale collaborò alla pubblicazione della rivista Giù le armi! dal 1892 al 1899. Nel 1899 Bertha darà alle pubblicazioni il suo secondo romanzo dal titolo Das Maschinenzeiltalter, traducibile in L'era delle macchine, dove si scaglia contro il nazionalismo predominante in Europa e contro la corsa agli armamenti. In questo stesso anno collaborerà con la pacifista ed attivista per i diritti delle donne Margarethe Selenka, e collabora con il marito per promuovere la Conferenza di Pace de L'Aia, patrocinata dallo zar Nicola II di Russia e lavorò come inviata per la Neue Freie Presse sui lavori della Conferenza stessa, mentre l'anno successivo compì diversi viaggi in ambito internazionale per promuovere la Corte Permanente di Arbitrato istituita dalla stessa Conferenza di Pace de l'Aia.
Nonostante avesse subìto un duro colpo nel 1902 con la morte del marito,  continuò a sforzarsi di lottare per promuovere i loro ideali comuni, e nel 1905 ricevette il Premio Nobel per la Pace per diretta volontà del suo grande amico ed ammiratore Alfred Nobel: la von Suttner dichiarò di voler condividere la lauta somma in denaro con un altro grande decano dell'attivismo pacifista, Frédéric Passy. Nel 1906 ebbe un ruolo fondamentale nell'organizzazione del "Comitato di Fratellanza Anglo-Tedesco" patrocinato dalla Conferenza di Pace del 1905 con l'obiettivo di riavvicinare i due paesi. Durante questo periodo tenne diverse conferenze dove mise all'erta il suo uditorio sui pericoli della militarizzazione della Cina e sul progresso degli aerei come velivoli da guerra. Al Congresso di Pace del 1908 proclamò la necessità dell'unità europea come unico mezzo contro la catastrofe della guerra ormai diffusasi a livello mondiale.
Nell'agosto 1913 sebbene già fortemente provata per la sua malattia (si suppone cancro) Bertha partecipò alla Conferenza Internazionale di Pace de L'Aia dove venne eletta "generalissimo" del movimento pacifista. Nel maggio del 1914 partecipò all'organizzazione della XXI Conferenza di Pace che avrebbe dovuto tenersi a Vienna in settembre, ma venne stroncata dalla sua malattia il 21 giugno 1914, un mese prima dello scoppio della prima guerra mondiale.
Bibliografia
  •       Bertha von Suttner, Abbasso le armi! Storia di una vita, a cura di Giuseppe Orlandi con prefazione di Laura Tirone, Centro Stampa Cavallermaggiore, 1996
  •       Bertha von Suttner, Giù le armi! Fuori la guerra dalla storia, traduzione e cura di Annapaola Laldi, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1989
  •       Anne-Marie Käppeli, Scenari del femminismo in Georges Duby, Michelle Perrot (a cura di), Storia delle donne. L'Ottocento, Laterza, Bari, 1985
  •       Nicola Sinopoli, Una donna per la pace, Fratelli Palombi Editori, Roma, 1986
  •       Abrams, Irwin, Bertha von Suttner and the Nobel Peace Prize, in Joumal of Central European Affairs, Vol. 22, No. 3 (October, 1962), 286-307.
  •       Kempf, Beatrix, Bertha von Suttner: Das Lebensbild einer grossen Frau. Wien, Österreichischer Bundesverlag, 1964.
  •       Claus Bernet: Bertha von Suttner, in: BBKL, 24, 2005, 1435-1471, online: http://www.bbkl.de/s/s4/suttner_s_f.shtml
  •       Mariateresa Sivieri, "Bertha von Suttner-Wangari Maathai Donne Nobel per la pace" Cleup 2009, ISBN 978-88-6129-351-9
  •       Mariateresa Sivieri, "Bertha von Suttner-Wangari Maathai Donne Nobel per la pace" Cleup 2009, ISBN 978-88-6129-351-9
  •       Paola Maria Delpiano, Viaggio intorno alla Dinamite Nobel, Editris, Torino, 2011, ISB
 

Personaggi

GIOVANNI AGOSTI
Nato a Semino il 20 Ottobre 1924, giovane partigiano, fucilato a Voltaggio ( AL), l'11 Aprile 1944, nell'ambito del rastrellamento della “Benedicta).
 
GIUSEPPINA ANANASSO
Busalla classe 1877, partigiana della Brigata “Oreste”, nota come “Pipina”: gestiva la popolare trattoria “Baica”, il locale, che si trovava lungo la salita che porta alla chiesa parrocchiale, era una base dei GAP (Gruppo d'Azione Partigiana).
 
ONORATO BELLETTI
Nato a Busalla il 27 Ottobre 1889.Titolare di una tipografia a Pontedecimo, dove si stampava materiale clandestino durante la Resistenza, fu arrestato dai nazifascisti e deportato insieme al figlio a Mauthausen, dove morì il 25 Marzo 1945.
 
LUIGI BERTOLINI
Nato a Busalla  da madre alessandrina e padre veronese il 13 Novembre 1904. Giocatore e allenatore di calcio, fece il suo esordio a metà degli anni venti come attaccante del Savona, alternando l'attività di calciatore a quella di operaio siderurgico allo stabilimento Ilva di Genova. Fu notato dagli osservatori dell'Alessandria, società dal vivaio assai fiorente, ma non molto ricca: per averlo in squadra, gli osservatori piemontesi furono costretti a mentirgli, promettendogli un buon lavoro che non arrivò mai. Ad Alessandria, dove rimase dal 1927 al 1931, si ritrovò a riparare saltuariamente biciclette e saltare spesso i pasti, visto che solo più avanti i dirigenti riuscirono a garantirgli un sussidio. Grazie ad una felice intuizione dell'allenatore Carcano diventò mediano di spinta ed in quel ruolo ottenne la fama. Per la sua resistenza venne soprannominato "Settepolmoni"; era riconosciuto dai tifosi per il caratteristico fazzoletto che era solito legarsi attorno alla testa. Al termine del campionato 1930-31 fu acquistato dalla Juventus, nelle cui file disputò sei stagioni, per un totale di 135 partite e 5 gol. Con i bianconeri vinse 4 scudetti. L'anno successivo passò al Rapallo, ridenominato Tigullia, dopo la fusione con il Gruppo Sportivo Littorio. Il 1º dicembre 1929 fece il suo esordio in Nazionale contro il Portogallo. Diventò Campione del Mondo come mediano titolare ai Mondiali del 1934. Nel dopoguerrai ntraprese la carriera di allenatore, guidando l'Acireale e l'anno successivo la Reggina; durante il campionato 1950-1951 fu allenatore provvisorio della Juve per 10 giornate in sostituzione di Jesse Carver. In seguito, seguì il Brescia, il Cuneo ed il Cenisia. Morì nel 1977 all'età di 72 anni a causa di un aneurisma aortico.
 
VALENTINO BRAMERI 
Piemontese di nascita (Novi Ligure 1930) e genovese di adozione, vive ed opera a Busalla, dove si è trasferito, dopo il matrimonio, per motivi di lavoro ( era macchinista delle ferrovie) negli anni Sessanta . Dal padre Giovanni, abilissimo ritrattista, ha ereditato la passione per la pittura e fin da giovane si è interessato alle arti figurative. A partire dal 1970, ha iniziato un percorso che, da autodidatta prima e da allievo di importanti maestri genovesi poi, lo ha portato ad esporre le sue opere al pubblico in mostre collettive e/o personali.
Ha partecipato a numerose manifestazioni in varie città, con notevole successo di pubblico e di critica, conseguendo ambiti riconoscimenti e premi di interesse artistico e culturale. Nel 1976  ha ricevuto la Medaglia aurea-arti figurative a Ge- Sampierdarena ( Croce D'Oro); nel 1979 ha partecipato a Vercelli alla Collettiva Nazionale arti figurative e a Firenze alla  Prima Mostra Nazionale di pittura; negli anni Ottanta e Novanta  si è segnalato in  varie manifestazioni a carattere locale e in ambito regionale e non solo (Gran Premio Internazionale di pittura a Milano nel 1991) . Nel 2002 ha ricevuto a Verona il premio quale terzo classificato nel Concorso di pittura, organizzato dal Dopolavoro Ferroviario Nazionale, nell'ambito della Settimana della Cultura.
Dal 1994 al 2009 è stato docente di pittura e disegno presso l'Università della Terza Età di Genova: nel  1995 è stato socio fondatore dell'Unitre ( Università delle tre età) di Busalla, dove  tuttora  insegna disegno a matita o carboncino e  pittura ad olio o tempera  a un nutrito numero di “allievi”.
E' inoltre membro del “Centro Culturale di villa Borzino e del “ Laboratorio del fai da noi- Cento Universitario del Tapullo”.
Le sue opere paesaggistiche  celebrano soggetti naturalistici  come  la campagna della sua infanzia, rivissuta con delicatezza e nostalgia. La stessa nostalgia che affiora anche dalle sue nature morte, dove l'uso sofferto, ma armonioso del colore testimonia la sua straordinaria sensibilità.      
 
GIANMARCO CALLERI
Nato a Busalla il 13 gennaio 1945, imprenditore proprietario di diverse imprese, tra cui la Mondialpol, è stato in gioventù un calciatore professionista, tant'è che negli anni sessanta ha militato anche nelle giovanili della Lazio, società della quale in seguito diventò presidente.  Fu  presidente del Torino fino al 1997 e della società svizzera del Bellinzona fino al 2001. Dopo aver tentato invano di acquisire il Genoa nel 2003, decise di ritirarsi lasciando le sue più importanti attività al figlio Riccardo, ex vice presidente della Gea World.
 
ODOARDO CAVAGNARI
Nato a Busalla il 22 luglio 1868 da Ernesto (ufficiale in congedo di origini piacentine) ed Angela Casiraghi, residenti a Genova. Laureatosi in Ingegneria all’Università di Torino, Cavagnari divenne funzionario del Genio civile; in tale veste progettò fra l’altro un casello idraulico presso Follonica tuttora esistente e quindi nell’ambito del rinnovamento di Roma divenuta capitale del Regno d’Italia, il Palazzo del Ministero dell’Agricoltura (1907). Dopo un breve periodo in cui fu ispettore ai monumenti della Liguria, nel 1912 arrivò in Eritrea dove fu nominato alla direzione dell’ufficio tecnico municipale della capitale Asmara. Qui realizzò il progetto del piano regolatore della città oltre al Teatro Municipale e alla chiesa di Enda Maryam; successivamente pose mano alla redazione di altri quattro piani regolatori di città della colonia (Cheren, Massaua, Nefasit e Adi Ugri). Nel 1920 compì l’esplorazione della Dancalia, finalizzata anche alla ricerca di risorse minerarie: in tale spedizione contrasse l’infezione polmonare che lo portò alla morte (avvenuta nello stesso anno all’Asmara), prima della quale riuscì però ad elaborare importanti progetti relativi alla costruzione di una ferrovia e ad opere di irrigazione, nonché una rielaborazione dei propri appunti di viaggio al fine di una pubblicazione scientifica.
 

LUDOVICO CHIAPPARA

Nato a Busalla nel 1824. Appartenente a una delle principali famiglie del paese, in gioventù aderì al movimento risorgimentale e partecipò ai moti di Genova del 1849. In tale veste consegnò al Generale La Marmora il messaggio del comitato insurrezionale con cui lo si invitava a non avanzare verso la città e fu quindi arrestato e detenuto ad Alessandria. Dopo l’amnistia, si dedicò a diverse attività imprenditoriali sparse in varie regioni: era impresario di lavori presso le strade ferrate in costruzione e gestiva in porto la cava della Chiappella; ottenne inoltre l’appalto per la gestione del casermaggio dei Carabinieri a Sassari e la concessione di derivare l’acqua della Seminella per la costruzione di un mulino per cementi a Sarissola.  Non dimenticò comunque la propria vocazione risorgimentale e nel 1860 appoggiò i garibaldini che partivano per il Meridione in aiuto alla spedizione dei Mille, fornendo loro gratuitamente barche e barcaioli per il trasporto di volontari e di armi, partecipando anche personalmente alle operazioni. Per queso apporto ebbe il ringraziamento di Agostino Bertani e dello stesso Garibaldi. Negli anni precedenti, aveva aiutato, prendendolo sotto la sua protezione, il giovane patriota mantovano Pilade Bronzetti, esule in Piemonte, in particolare facendogli ottenere la revoca dell’ordine di espulsione dal regno e assumendolo alle proprie dipendenze.

Aiutò anche il giovane studente Carlo Navone (poi ingegnere), che infatti lo ringraziò nella prefazione alla sua tesi sulla possibile costruzione della galleria sotto lo stretto di Messina. Morì a Cagliari nel 1874; le sue spoglie furono trasportate a Busalla nel vecchio cimitero della chiesa e di lì nella tomba di famiglia nel cimitero di Costalunga.

 
LUIGI GIOVANNI COSTA
Nato a Busalla il 26 Febbraio1908 Civile, fu fucilato a Portofino nella notte fra il 2 e il 3 Dicembre 1944.
 
DONATELLA DURANTI 
Nata a Busalla il 19 dicembre 1960, dopo aver lavorato dal 1984 come operaia civile all'Arsenale militare di Taranto. è diventata dirigente della FP-Cgil.  Ha aderito a Rifondazione Comunista, dopo la Svolta della Bolognina, ed è stata candidata nelle quote proporzionali alle Elezioni politiche del 2001 e a quelle Europee pur non risultando eletta. Dal luglio 2004 al febbraio 2006 è stata Assessore con delega alle politiche giovanili, alla trasparenza e ai parchi della provincia di Taranto, carica che ha lasciato per le Elezioni politiche del 2006, in cui è stata eletta alla Camera nella circoscrizione Puglia. Nel congresso del Prc del 2008 si è schiera con la mozione di Nichi Vendola, partecipando, poi, nel gennaio successivo, alla costituzione del Movimento per la Sinistra e, poi, di Sinistra Ecologia Libertà.
Il 25 febbraio 2013 è ststa eletta con  Sel. 
 
GIULIANA FRANCOLINI
Poetessa, nata a Busalla da famiglia di origine fiorentina. Il nonno, Rizieri, giunto dalla natia Firenze  al seguito di un sellaio ambulante  si  fermò nella nostra cittadina, dove aprì una bottega di sellaio, che ha chiuso i battenti negli anni Settanta del Novecento, con la morte del padre della nostra poetessa. Fin da piccola Giuliana ha mostrato un grande amore per la poesia, che ha continuato a coltivare anche quando, dopo gli studi classici, ha incominciato a lavorare in banca.
Ha collaborato al giornalino aziendale e ha partecipato a numerosi concorsi in tutta Italia, vincendo, fra coppe, targhe e medaglie una cinquantina di premi. Notata dal critico Filippo Garrone ha pubblicato nel 1976 il suo primo libro” Non sarò complice”, a cui in rapida successione seguirono
“ L'abito di scena” “Horror vacui” “ Ma fuori c'è sole” e “ Castelli di carta”.
Ha collaborato fin dall'inizio al giornalino di Busalla “ Busalla magazine”;  nel 2010 e nel 2011 ha pubblicato “Il sole sorge a ovest” e “ Di passaggio nel mondo”, presentandoli nel palazzo comunale,
di Busalla. Attualmente sta lavorando al suo decimo libro il cui titolo sarà “Ombre nel sole”. Nelle sue poesie, scarne ed essenziali, Giuliana parla d'amore, di incapacità a comunicare, di desiderio di infinito mentre siamo legati al finito, della nostra limitatezza di esseri umani sempre alla ricerca di nuove risposte a domande che ci costringono a “ pensare”.
 
 
EGIDIO FERRALASCO
(Busalla 1907- 1991). Esponente politico della Democrazia Cristiana, dirigente della lotta partigiana,  componente del Comando Militare Unificato Regionale in qualità di intendente tesoriere, combattè col grado di tenente colonnello col nome di battaglia “Costa”.
 
ANTONIO GARRE'
Alpino (Caporale I° Regg. Alpini Div. “Cuneense”), nato a Busalla il 4 Ottobre 1920. Dopo aver combattuto sul fronte francese, fu prigioniero nei Pirenei e, rientrato in Italia, fu inviato in Albania, in Grecia e poi sul fronte russo. Decorato con la “Croce al valor militare”, nel 1943 fu richiamato dal suo comando a Bolzano, quindi fu deportato in Germania ed internato nel campo di concentramento di Koenisberg ( Prussia Orientale). Da lì fu smistato ed assegnato ad una famiglia contadina nelle vicinanze della stessa località, da dove scrisse fino al gennaio del 1945, data dalla quale non si hanno più sue notizie.
 
OTTAVIO GROTTIN
Nato a Busalla il 21 Giugno 1914. Partigiano combattente (S.A.P.- Brigata “ Jori”), fu ucciso dai nazifascisti nel corso di un rastrellamento a Magioncalda (frazione di Carrega Ligure), il 15 Dicembre 1944.  
 
ENRICO MACCIO'
Industriale antifascista,  nato a Busalla 13 Novembre 1913, militante del PCI e fondatore del C.L.N.di Busalla. La sua villa (oggi di proprietà del Comune e sede di una residenza per anziani) fu   centro della resistenza clandestina e ospitò numerose personalità antifasciste, tra cui lo scrittore Sem Benelli. Arrestato nel Novembre 1944, fu trasferito nel campo di concentramento di Bolzano e quindi deportato a Mauthausen, dove morì nell'Aprile 1945.
 
FRANCO MALERBA
Nato a Busalla il 10 ottobre 1946, laureato in Ingegneria Elettronica ed in Fisica all'Università di Genova, è stato il primo astronauta italiano inviato nello spazio (31 Luglio-8 Agosto 1982) a bordo della navicella statunitense Shuttle, dove ha condotto esperimenti sull'induzione di energia sfruttando il campo magnetico.
La sua attività di ricercatore, iniziata al C.N.R.(Consiglio Nazionale delle ricerche) di Camogli, è proseguita presso il National Institutes of Healt a Bethesda, nel Maryland (USA).Ufficiale di complemento della Marina Militare ha prestato servizio nel 1974-75 come Sottotenente Armi Navali a bordo del cacciatorpediniere San Giorgio in qualità di conferente scientifico dell'Accademia Navale, quindi al Mariperman Technical Center di La Spezia, per cui ha lavorato al sistema di trasmissione ELF. Nel 1973 ha ottenuto il brevetto di pilota di secondo grado e nel 1984 quello di sommozzatore dal Calypso Scuba Club di Genova. Dal 1976 al 1989 ha rivestito posizioni tecniche e di management tecnico con la Digital Equipment in Italia ed in Europa.  Ha Lavorato principalmente nel campo dei sistemi multiprocessori (Parigi 1976, Milano 1977), dell'ingegneria di reti di computer (Genova 1981-85), e delle tecnologie di telecomunicazioni (Roma 1986-88, e Sophia Antipolis nel 1989). Nel 1977 è stato selezionato dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) tra i candidati europei per la prima missione Spacelab ed ha lavorato al Centro Tecnico E.S.TEC dell'E.S.A. E' membro fondatore della Società Spaziale Italiana (SSI).
Nel 1994 è stato eletto deputato al Parlamento europeo per il Partito Popolare Europeo ed è stato più volte relatore del Parlamento europeo sui programmi per la ricerca, l'innovazione e le infrastrutture tecnologiche, in particolare riguardo alla politica spaziale e al programma europeo per la navigazione satellitare.
Nel 1997 è stato eletto Consigliere Comunale di Genova e ha fondato "Genova-startup", un'associazione di piccole e medie imprese hi-tech del territorio ligure. Lavora oggi come delegato di Alenia Spazio (Finmeccanica) per le relazioni europee e i programmi di ricerca e sviluppo promossi dalle istituzioni europee. Scrive per il quotidiano Secolo XIX e La Stampa ed è autore del libro di divulgazione scientifica "La Vetta". Nel 2004 ha partecipato in qualità di attore e consulente scientifico al film fantascientifico benefico "InvaXön - Alieni in Liguria", girato insieme alla band genovese Buio Pesto e ad altri illustri personaggi liguri, e nel 2007 alla serie tv di fantascienza "InvaXön - Alieni nello spazio", continuazione del film. Tra i riconoscimenti ottenuti ricordiamo che gli è stato dedicato un asteroide, 9897 Malerba, ed è stato insignito della Medaglia Colombiana della Città di Genova nel 1992 e dell'onorificenza di Commendatore dalla Repubblica nel 2001.
 
LUIGI MENTASTI (GINO)
Nato a Busalla il 15 Agosto 1913 è stato uno dei massimi esperti italiani di scacchi, in particolare nella composizione problemistica, raffinata e complessa attività scacchistica che lo ha reso famoso anche all'estero. Negli anni Trenta e Quaranta è stato per lunghi periodi redattore della “sezione problemi” della rivista ”L'Italia scacchistica”. Nel periodo successivo alla Liberazione ha fatto parte della giunta comunale del C.L.N., al fianco del sindaco Carlo Lago. Nel 1950, presso il Bar Stella, assieme ad appassionati della comunutà istriana/fiumana, ha contribuito alla nascita del primo Circolo Scacchistico Busallese. Dal 1965 ha diretto la rubrica specializzata del quotidiano genovese “Corriere Mercantile” e ha fondato la rivista problemistica trimestrale di “Sinfonie scacchistiche”, che ha fatto conoscere il nome di Busalla a livello internazionale. E' stato anche redattore della sezione problemi della rivista “Scacco”, diretta dal Maestro internazionale Giorgio Porrecca, dalla fondazione (1970) fini al Dicembre 1983. Segretario dell'A.P.I. ( Associazione Problemistica Italiana) e delegato per l'Italia nella commissione permanente per la composizione presso la F.I.D.E. (Federazione internazionale per degli Scacchi), ha pubblicato “Il prontuario del problemista”(ed. Scacco, S.Maria capua Vetere, 1977) e, sull'”Illustrazione Italiana”, “I temi del due mosse” 
Ha composto circa 650 problemi di cui 120 premiati.
Nel 1983 fu insignito del premio "Gioacchino Greco", sezione "Una vita per gli scacchi".
A partire dal 1985, a causa di gravi problemi di salute, abbandonò la cura dell'associazione e della rivista diradando la sua produzione artistica.
Nel 1989 il suo contributo alla crescita dei problemi di scacchi in Italia gli valse il titolo di Maestro della composizione scacchistica "Honoris Causa", conferitogli a Bournemouth dal XXXII congresso internazionale della FIDE.
E' morto a 89 anni a Busalla il 29 novembre del 2002.
 
CARLO ALBERTO NAVONE 
Nato a Busalla il 12 Ottbre 1842, ha conseguito la laurea in Ingegneria nel 1870 presso l'Università di Genova con una tesi in cui presentava un avveniristico progetto per la realizzazione di un passaggio sottomarino attraverso lo Stretto di Messina. Nel 1871 fu eletto consigliere comunale e, su incarico della Direzione Generale delle Strade Ferrate, cooperò al tracciamento della Ferrovia lucana e al progetto per la realizzazione di una Ferrovia Circumetnea, in Sicilia.
Nel 1874-75 progettò la linea ferroviaria Succursale dei Giovi e diede alle stampe una Altimetria delle Valli Appenniniche Liguri;  nel 1876 venne eletto Consigliere Provinciale di Genova e nominato Ingegnere Capo dell'Ufficio Tecnico della Provincia. Negli anni seguenti studiò e progettò  nuove linee ferroviarie appenniniche e una direttissima Milano-Genova. All'opera professionale  affiancò la passione per gli studi storici e  nel 1909 pubblicò “Busalla feudale”, che insieme ad una prima monografia storica su Busalla del 1875, gli valse il titolo di primo storico della Valle Scrivia. Colpito da un ictus, morì a Genova il 21 Marzo del 1919. Le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia a Sarissola.
 
PIETRO RATTO
Nato a Castelnuovo Scrivia il 24 Settembre 1924, residente a Busalla, partigiano combattente nella Brigata “ Oreste”, morì a Morigallo ( tra Bolzaneto e Pontedecimo) per un attacco nazista il 24 aprile 1945. E' medaglia d'argento al valor militare.
 
BRUNO RE
Nato ai Piani di Vallenzona  di San Fermo il 6 Maggio 1940, abita a Sarissola, dove ha prestato la propria  attività lavorativa come tecnico in un'industria petrolchimica. Artista del legno, scultore ed intagliatore autodidatta, ricrea  nelle sue opere quel mondo contadino e popolare dell'Appennino ligure- piemontese, attorno ai monti Buio e Antola, che negli anni Cinquanta del secolo scorso ha subito grandi trasformazioni, con il progressivo spopolamento di interi paesi della zona. Dai suoi arnesi di lavoro escono le immagini della memoria, della mente e del cuore, a rappresentare uomini, donne, bambini,  animali, fatti e mestieri d'altri tempi racchiusi in un pezzo di legno intagliato, ricavato da ceppi morti, radici e rami caduti, che nella forma accendono la sua fantasia e gli suggeriscono il soggetto da far rivivere.  Oltre che valente artista, può essere considerato uno storico prezioso, in quanto nelle sue opere ha saputo ricreare e raccontare le vicende e i personaggi del suo paese e della sua giovinezza, rivalutando soggetti per troppo tempo considerati “ senza storia”. 
Ha esposto in numerose mostre e personali, su richiesta di Enti Pubblici ed Associazioni Culturali e ha collaborato con il Circolo Culturale “ G. Dagnino ONLUS” per le attività inerenti la conoscenza della storia, dei mestieri, delle tradizioni locali e della storia dell'agricoltura nella Val Vobbia.
Di recente  Vittorio Puledri, autore di vari articoli per giornali locali e storie del passato (il suo primo libro è “ Racconti e storie di una valle perduta” ) ha pubblicato il libro “ La memoria del legno. Bruno Re: sculture e racconti”. - De Ferrari Editore, scritto, come sostiene l'autore stesso, per simpatia verso il nostro appezzato concittadino.  
 
GUGLIELMO REBORA
Nato a Busalla il 15 Dicembre del 1913, condusse studi naturalistici da autodidatta, che lo portarono a dirigere la miniera di calcopirite e la cava di stearite nei pressi del Monte Leco; incarico per cui si trasferì ai Molini di Fraconalto(Al). Fece numerosi viaggi per motivi di lavoro, durante i quali approfondì i suoi studi, collaborando a diverse attività. In Camerum curò gli studi geologici per la costruzione della ferrovia, in Nigeria effettuò indagini per la realizzazione di strade ed insediamenti industriali, in Brasile condusse studi idrogeologici per l'acquedotto di San Paolo. Studiò in maniera approfondita la discontinuità tettonica”Sestri-Voltaggio”e si dedicò a ricerche botaniche nella zona dei Molini. Poco conosciuto in Italia, pubblicò diverse ricerche per le società geografiche di vari paesi europei ed americani. Uomo estremamente modesto, rifuggiva da onori e riconoscimenti, ma amava condividere il suo sapere con quanti si rivolgevano a lui, per questo la sua casa fu una vera fucina di futuri luminari della geologia internazionale. Sempre curioso di conoscere cose nuove, non cessò mai di arricchire la sua cultura, allacciando sempre nuovi rapporti tra le diverse discipline, fino alla  morte, avvenuta il 15 Novembre 1994. E' sepolto nel cimitero di Molini e sulla sua tomba si legge “Guglielmo Rebora, geologo d'Africa e del mondo”
 
GIUSEPPE SALVAREZZA
Nato a Sarissola il 1° Giugno 1924, partigiano della Brigata”Oreste”, col nome di battaglia “Pinan”.
Morì in una radura del Monte Bossola, presso Rovello, comune di Mongiardino Ligure (AL), nel corso di un rastrellamento nazifascista.  Medaglia d'oro al valor militare, il suo eroismo  è  ricordato nel monumento  commemorativo in piazza della Liberazione a Sarissola e nel Circolo Ricreativo E.N.D.A.S. Bocciofila Sarissolese” Pinan”.
 
MARIO SALVAREZZA
Alpino (Caporale I° Regg. Alpini Div. “Cuneense”), nato a Busalla nel 1920, morto sul fronte russo nel Gennaio del 1943. Medaglia d'argento al valor militare.
 
LUIGI SIMONOTTI
Busallese d'adozione (nacque a Pietrabissara di Isola del Cantone il 29 Aprile 1886), ordinato sacerdote nel Giugno del 1911, divenne parroco di Semino. Allo scoppio della Prima Guerra Modiale, partì come cappellano militare nel 153° Reggimento di fanteria della Brigata Novara e fu decorato con la Medaglia di Bronzo. Tornato in valle, fu nominato curato a Savignone ed in seguito fu rettore del Santuario di N. S, della Bastia. Infaticabile promotore dell’ampliamento e della costruzione della strada carrabile, che oggi collega il borgo a Busalla e  a Ronco Scrivia, seppe infondere e sviluppare lo spirito di devozione per la  Madonna ( volle che una  statua della Vergine fosse posta sulle Rocce  di fronte al Santuario), favorendo lo sviluppo del borgo e facendone  una meta di pace e di tranquillità per i villeggianti e i valligiani. Dal 1980, anno della morte, e le sue spoglie riposano  nel suo amato “Santuario”.
 
GINO SUARDI
Nato a Breno (Brescia) il 19 Febbraio 1931, a due anni si trasferì con la famiglia a  Busalla . Esperto muratore, impiegava il suo tempo libero come volontario presso l'ospedale di Busalla e nel 1973 partì per il Burundi, con alcuni amici. Da quel momento la sua storia è legata alla terra africana, dove ha realizzato innumerevoli opere d'edilizia in Burundi e Zaire. Tra le altre, la cattedrale di Gitega, capace di contenere 5000 fedeli, per la quale ottenne dal pontefice Giovanni Paolo II la nomina a “Cavaliere dell'ordine di San Silvestro”. Morì a Genova colpito da aneurisma il 5 Novembre 1990. Il Comune gli ha dedicato una via e  ancor oggi, in Africa. è ricordato come ”Sangino, il muratore di Busalla”.
 
Fra CRISTOFORO TAGLIAVACCHE 
Fra’ Cristoforo Tagliavacche, nato a Busalla intorno al 1580. Inviato dalla famiglia a Milano per esercitare una professione, vi maturò invece il proposito di entrare nell’ordine dei Cappuccini. Compì il noviziato nel convento di S. Barnaba e nel 1607 fu aggregato all’Ordine come fratello laico, addetto quindi alle incombenze materiali. Si distinse tanto nello svolgimento di queste quanto nella preghiera, soprattutto notturna, e nella perfetta osservanza della regola. Viene descritto come caritatevole, affabile e umile con tutti. Negli ultimi anni della sua vita fu portinaio nel convento dell Concezione di Genova (dove due secoli dopo vivrà un altro famoso fratello laico, il Padre Santo) dove, colpito da una grave malattia che sopportò con rassegnazione, morì nel 1641.

Ancora due secoli il ricordo della sua virtù era ancora vivo.

 
PIETRO ZUCCARINO
Nato a Busalla il I° Febbraio 1898, nel 1910 entrò nel Seminario  Arcivescovile di Genova, che lasciò temporaneamente per partecipare alla Prima Guerra Mondiale, durante la quale si guadagnò due Medaglie di Bronzo al Valor Militare. Ordinato sacerdote nel 1923, nel 1926 si laureò in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Tornato a Genova, dopo la parentesi romana, nel 1951 fu nominato vescovo ausiliare di Bobbio e nel 1953 divenne titiolare della Diocesi della cittadina della Val Trebbia piacentina, celebre per l'Abbazia di San Colombano. Fu uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II ed è ricordato come “Il vescovo dei monti” per l' infaticabile opera, spesso a dorso di mulo, per visitare tutte le frazioni della sua diocesi e benedire e consacrare le tante croci che svettano sui monti dell'Appenninotra la Liguria e l'Emilia. Dal1973, anno della morte, le sue spoglie riposano nella Cattedrale di Bobbio.
 
 
Bibliografia 
A cura di A. Schiavi -” Il Comune di Busalla”, Collana Comuni della Provincia di Genova
Lorenzo Tacchella - “Il Feudo di Busalla”, Genova 1958
Lorenzo Tacchella - “Busalla e la Valle Scrivia nella storia”, Verona 1987 
A. Schiavi -” Alta Valle Scrivia: curiosità e note storiche”.
A cura di A. Bagnara e M.V. Pastorino- “Valle Scrivia : itinerari e notizie utili” Genova 1995 ( Quad della Comunità Montana n°3)  
A cura del Centro Studi Storici A.V.S. e località viciniori- “ Comunità Montana Alta Valle Scrivia” guida turistica, Ronco S.1997 ( Quad della Comunità Montana n°7)
A cura del Centro Studi Storici A.V.S.- “C. Alberto Navone: la vita e le opere”, Busalla 1997
G. Meriana, C. Vanzitti -“Alta Valle Scrivia, un patrimonio naturale ed artistico”, Ge 1973
E. Fasolini- “ Sangino, uomo per gli altri”, Bologna 1993.
M.L.Beretta- “Gli insediamenti di villa del primo '900:Busalla e i Giovi”, Genova, Sagep,1987. 
A cura del Comune Di Vobbia - “ Bruno Re scultore” testo di Paolo Poggio
Archivio storico del Comune di Busalla.
Articoli vari da “Il Secolo XIX”, “La Casana” “Busalla Magazine”

A. Codignola “Un ignorato fedele di Garibaldi – Ludovico Chiappara” in “Genova. Rivista Municipale” anno XVII, n. 5, maggio 1937.

A. Marra “Pilade Bronzetti. Un bersagliere per l’unità d’Italia. Da Mantova a Morrone”, Milano 1999.

M. Casciato, “De coloniale Stad” in “De Stad”, a cura di M. Dings, Rotterdam 2006.

M. Casciato, “Da campo militare a capitale: Asmara colonia italiana” e oltre in “Rivista Europea di Studi Italiani”, n. 28, 2013.

D. Silvestri, “La Liguria in Eritrea”, Tesi di laurea triennale in Storia contemporanea presso l’Università di Pisa anno accademico 2008-09

Fra’ Pasquale da Marola “Saggio della vita de’ Cappuccini Liguri illustri in virtù, dottrina e santità”, Genova 1822.

 

Parco Antola

 

Busalla insieme a Crocefieschi, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna, Vobbia, Fascia, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina e Torriglia fa parte dell'area  territoriale  del Parco Antola, istituito con L.R. 22 febbraio 1995 n 12,  una delle zone piu' suggestive dell'appennino ligure al confine fra Piemonte ed Emilia Romagna.

La cima piu' elevata e' il Monte Antola (m 1.597)  che da il nome al parco stesso,  da cui si dipartono a raggiera diverse dorsali e vallate, appartenenti interamente al versante padano,  con i loro torrenti che confluiscono nei fiumi Scrivia e Trebbia. I 300 km di sentieri presenti all'interno del parco offrono la possibilità di scoprire ambienti e paesaggi sorprendenti attraverso valli , pascoli ,  radure e ricchi corsi d'acqua.
 
L'Ente Parco Antola e' il gestore e provvede alla gestione dell'area protetta ed alla sua tutela attraverso progetti di valorizzazione del territorio  e ricerca scientifica in collaborazione con l'università di Genova.  La sede legale dell'Ente  e a Busalla  in Via XXV Aprile  17 presso la Villa Borzino
 

Benvenuto !

 

 Associazione Turistica Pro Loco di Busalla 

 

 

 

La Cittadina e i Borghi

 

A pochi minuti da  Genova, fra il verde dei  prati ed il color bruno  dei boschi di castagno, Busalla  costituisce il  centro principale dell’alta Valle Scrivia.  Importante già nei secoli passati come fondamentale crocevia dei commerci verso la città di Genova, é ancor oggi uno dei principali comuni della valle dediti all’attività commerciale, con uno sviluppo industriale, che, negli anni Cinquanta del secolo scorso, ha progressivamente sostituito l'attività agricola e il turismo.

Il centro principale di Busalla si snoda a sinistra del fiume Scrivia, affluente del Po, con un insediamento urbano ricco di attività commerciali e negozi, alcuni dei quali  storici, che attraggono clientela non solo dai comuni limitrofi ma anche dalla grande città.

Sulla riva destra del fiume si sviluppano  i quattro borghi  che completano il territorio comunale: Sarissola,  Bastia, Camarza e Semino.